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Quando alla sfiga dai anche una mano…
gennaio 30, 2007, 10:18 am
Filed under: Società

Tempo fa lessi un articolo dell’Unione Europea in merito alla sanità in Europa. Non ricordo su che documento e ne in che anno, ma la cosa che mi colpì fu il fatto che, sul rapporto in oggetto, si diceva che nel nord Italia ci sono alcune tra le migliori strutture ospedaliere di tutta Europa.
Torino ha il vanto di averne ben quattro di questi ospedali.

Quando sento storie come quella della sedicenne calabrese entrata in coma dopo una banale appendicectomia, operazione che si svolge in media in 25/30 minuti cucitura e risveglio compresi, m’icazzo come una bestia anche se, alla fine, devo dire con un certo dispiacere che la cosa non mi stupisce così tanto.
Sono orgogliosamente di origini meridionali, figlio di immigrati ma, purtroppo, devo ammettere che alcune zone del mezzogiorno, su certe cose, sono ancora troppo, troppo indietro. Ancora troppo menefreghismo.Santa Croce Moncalieri 1

Magari mi sbaglio e queste notizie fanno solo più scena se capitano al sud, in Calabria, a Napoli o a Roma. Non lo so e non è mia intenzione giudicare, ma la questione non è incoraggiante.

Purtroppo esistono anche da noi le pecore nere e, giusto ieri, esce su tutti i giornali e i telegiornali l’ennesimo caso di mala sanità. Ospedale incriminato il Santa Croce di Moncalieri (nella foto sopra e in quella sotto), guarda caso proprio l’ospedale dove sono nato io e dove mia madre ha lavorato fino alla pensione.

Non è la prima volta che questo ospedale commette errori, ma quello di ieri è clamoroso: un pensionato di 69 anni, Benito Biscula, muore sulla strada a pochi metri dall’ingresso del pronto soccorso perché nessuno dei medici e degli infermieri si è degnato di uscire per prestare i primi soccorsi.
Santa Croce Moncalieri 2 Era stato portato fin li dal bus sul quale viaggiava ma la strada troppo stretta ha impedito al mezzo di arrivare fin davanti all’ingresso dell’accettazione. L’ambulanza si è presentata con un ritardo di circa mezz’ora, quando tutto era già finito.

…alla faccia dell’avanzatissimo e civilissimo nord! :|

Alcune volte mi è capitato di andarci come accompagnatore o in prima persona in quel pronto soccorso. La gestione dell’area di emergenza, la maggior parte delle volte, non è pessima ma è poco efficente, cosa strana per un piccolo ospedale.

La cosa che fa più irritare, pero, è l’egoismo che a volte dimostrano. Mi spiego meglio: anche se un caso non sono in grado di gestirlo, tendono a tenerlo ugualmente loro perché, essendo una piccola struttura, ogni paziente che finisce sulla loro amministrazione porta soldi, tanti soldi …e il nervoso aumenta ancora di più quando cose del genere ti capitano in prima persona!



A volte penso che vorrei vivere in Africa!
gennaio 22, 2007, 3:58 pm
Filed under: Varie ed eventuali

Mi ricordo che qualche anno fa (nel 1988 per la precisione), in seconda serata veniva trasmessa una sitcom italiana chiamata Zanzibar.
Tra i protagonisti si potevano vedere Claudio Bisio, Angela Finocchiaro, Silvio Orlando e molti altri. Tra questi “molti altri” c’era anche David Riondino, il quale cantava la canzone che da il titolo a questo post: “A volte penso che vorrei vivere in Africa, davanti a un mare azzuro e un cielo blu. Bianche nuvole…”Zanzibar

Mi è tornata in mente questa mattina guardando alcune foto del Mozambico.

E che caxxo c’entra direte voi?
Zanzibar e in Tanzania!

Vero! Ma è anche vero che il Mozambico gli sta proprio di sotto e questo me l’ha fatta venire in mente, non tanto l’isola ma la canzone e, di conseguenza, la sitcom!

Processi neurali di chi è stato parecchio tempo rintanato dentro un tunnel …che ci volete fare?

A proposito, il tunnel me lo sono lasciato alle spalle ma, per sicurezza, non ho dato la disdetta alla società elettrica e del gas, non si sa mai che mi tocchi tornarci presto. Nel frattempo se qualcuno lo vuole usare gli lascio le chiavi. E’ già ben arredato e la credenza è ancora piena di derrate alimentari da single come scatolette e formaggio ultra stagionato!

Oggi è uno di quei giorni nei quali, avessi solo un po’ il morale a terra, tornerei nel tunnel senza pensarci due volte. Il mio lavoro mi sta annoiando, stancando e non mi da più quella soddisfazione che provavo una volta.

Cosa fare? Semplice, si cercano alternative! :)

Stavo girando un po’ su internet alla ricerca di una novità …novità per me, beninteso. Vorrei qualcosa che mi porti a viaggiare non più solo in Europa, ma in tutto il mondo. Cerco qualcosa che mi renda tanto da non dovermi preoccupare di sopravvivere o pagare spese assurde e, visto che la mia attuale attività è una delle cose più inutili dell’universo conosciuto, sarebbe fantastico se questa novità fosse, oltre che utile a me, utile anche al mondo (eccetto farmi prete od offrirmi al piacere delle donne sotto compenso …anche se molte stanno aspettando che quel fantastico giorno arrivi).

Stare nel tunnel mi ha aiutato a riflettere e a capire che non è più il caso di continuare su questa strada.

Adoro questi periodi di introspezione, ti portano ad un punto nel quale devi capire a tutti i costi cosa sta succedendo. E come sapere che dentro di te c’è una strada, piena di ostacoli e lavori in corso, ma non la vedi perché non ci sono lampioni ad illuminarla. Poi, all’improvviso, arriva la corrente, la strada per un attimo si illumina e tu vedi, ti accorgi di che casino c’è, dei bidoni rovesciati, del lorciume sui marciapiedi, delle buche senza segnaletica.

A questo punto, anche se la corrente se ne va e la luce si spegne, la cosa è cambiata. Ormai hai visto cosa c’è nel tuo vicolo interiore e l’idea di lasciarlo in quelle condizioni è inaccetabile!

I periodi come questo sono i lampioni che si accendono, stai male perché sai che c’è un casino di lavoro da fare per rimettere tutto a posto ma poi, quando ti riprendi dallo shock, non vedi l’ora di riportare tutto in ordine e dargli un tocco di originalità! :)



Le catene non si spezzano mai!
gennaio 18, 2007, 9:44 am
Filed under: Iniziative

Bene, pare mi sia stato reso il favore e sono stato nominato per partecipare all’ennesima catena di sant’Antonio.
Naturalmente anche Anna e Viola, che mi hanno gentilmente coinvolto, si aggiudicano come premio una stupenda diarrea fulminante! >:)

Questa volta l’oggetto della catena ci chiede di elencare le cinque cose che ancora non sapete dell’autore del blog. In questo caso del sottoscritto.
Ammesso che a qualcuno freghi di conoscere le mie stranezze, riporto quelle cinque cose di me che non creano devastanti sconvolgimenti nei valori e nella psiche di coloro che seguono questo blog.

Partiamo con qualcosa di semplice:

Non sopporto uscire con una maglietta o camicia a maniche corte. Le mezze maniche mi danno un fastidio tremendo quindi, anche in piena estate, porto una camicia o una maglia ma rigorosamente con maniche fino al polso (poi magari le tiro su come uno scaricatore di porto, ma devono esserci);

Quando ero alle scuole medie, in particolare in seconda, ho battuto il record d’istituto per il maggior numero di note prese e di lettere di richiamo inviate direttamente a casa. Il primo giorno del secondo anno ho preso la prima nota dopo circa venti minuti dall’inizio della prima ora e alla fine del giorno ne avevo accumulate tre più una lettera di richiamo direttamente a casa …niente male vero? :)

Il primo anno di superiori sono stato cacciato via dalla scuola, con bocciatura d’ufficio, per “comportamento incivile e pericoloso” …non che me ne vanti, ma non era certo colpa mia se le pareti dell’istituto (ex convento del ‘700) non hanno resistito alla mia voglia di varcarle mettendo alla prova la stabilità strutturale dell’edificio! :(
Avrebbero dovuto ringraziarmi visto che ho dimostrato loro che lo stabile poteva essere pericolante in certe condizioni estreme. >:)
Comunque poi ho cambiato testa, dopo un po’ ti stanchi della vita da criminale e, a valutare quella situazione oggi, è stata una delle cose migliori che mi potessero capitare!

Mi sono rotto due volte il setto nasale. La prima volta in quinta elementare correndo come un demente, mi sono impigliato in un ferro da costruzione (la scuola era in fase di ultimazione) che spuntava dal terreno; La seconda volta due anni dopo cercando di fare lo slalom gigante sulla salita ghiacciata che portava ai garage del palazzo dove abitavo. Questa seconda volta mi è costato una piccola operazione per rimettere a posto la cartilagine …un male! :|
Devo dire, però, che oggi sono molto orgoglioso della mia nappa dantesca! :D

Quand’ero ragazzino, in un impeto di mania di grandezza, decisi di comprarmi libri e altre cose che mi piacevano usando soldi miei, guadagnati veramente. Trovai così un posto come aiuto pasticcere per la misera somma di trenta o quaranta mila lire a settimana.
Ogni volta che uscivo dal laboratorio l’odore che mi accompagnava, prima di farmi la doccia (ci tengo a precisarlo), faceva venire il diabete a chi mi stava intorno.
Per un certo periodo della mia vita sono stato soprannominato “torta”.

Molto bene, adesso mi tocca fare delle nomine.
So già che qualcuno mi manderà l’untore nella speranza di farmi fuori o tenterà di mettermi un serpente a sonagli nel letto, ma mi tocca e, volendo fare l’abitudinario, richiamo in causa L’Oste Walter al quale aggiungo Gatta Silvestre, Angioletto79 e …ma si, anche Eulinx che sono curioso! >:)

Che i miei nominati non me ne vogliano! :|



Cos’altro potevamo aspettarci?
gennaio 11, 2007, 1:00 pm
Filed under: Politica, Società

Cartina di UsticaIeri 10 Gennaio 2007 si è definitivamente conclusa l’ultima parte della fiction “Ustica”.

Come era ovviamente prevedibile, lo stato si è autodichiarato innocente mandando tutti i parenti delle vittime a farsi fottere (le vittime ce le aveva già mandate 27 anni fa).

Il generale Franco Ferri e il compagno di merende, generale Lamberto Bertolucci se ne escono quindi tranquilli e beati dalla facenda come angioletti innocenti. La loro accusa di depistaggio delle indagini e quella di alto tradidemento decade lasciandoli lindi come un campo di rose.

Ammettiamo che i due generali siano effettivamente innocenti, non voglio mettere in dubbio la giustizia italiana, quindi prendo per buono che sia vero il fatto che non hanno depistato le indagini e non hanno …tradito la patria. Però una cosa mi sfugge: i due generali erano, e ancora lo sono, strapagati per pensare alla nostra difesa. Come hanno potuto permettere che un missile colpisse un aereo civile?

Il fatto che l’aereo sia stato abbattuto da un missile è cosa provata già dal lontano Dicembre 1980. Questo mi fa pensare che i giudici titolari dell’indagine si sono dimenticati di tenere conto del fatto che i due militari non hanno fatto il loro dovere così come previsto quindi, fossimo stati in un paese normale, la corte di cassazione (e quelle prima anche) avrebbe dovuto condannare i due generali per grave negligenza facendo si che vengano al più presto congedati con disonore, perdendo stipendio e pensione da qualche centinaio di migliaia di euro al mese.

Noi tutti, e in particolare i parenti delle vittime in quanto coinvolte in prima persona, ci aspettavamo da questo lungo processo di vedere dei risultati concreti, tangibili. Invece no, assolti ma senza avere un’altra pista da seguire per fare chiarezza sulla facenda.
Comunque sia non vale la pena continuare, si sono voluti salvare americani, francesi o chi per loro alla faccia di un’intero popolo.

Complimenti allo stato.

Complimenti alla giustizia italiana che ogni volta ci fa vergognare del nostro paese.



Ora tocca a me.
gennaio 10, 2007, 2:25 pm
Filed under: Iniziative

Coinvolto dall’amico Slaymer (che la diarrea sia con lui), eccomi a scrivere il mitico post del libro a pagina centoventitre! :)

Il giochino, come ormai tutti sapete, consiste nel prendere il libro più vicino che avete a disposizione, sfogliarlo fino a raggiungere la pagina 123 (chissà perché proprio 123 poi …mah, misteri della vita) e, giunti a questo punto, saltare le prime cinque frasi e riportare sul blog le tre frasi successive.
Fatto ciò, si scelgono altre tre persone da coinvolgere e dalle quali ricevere maledizioni, malocchi, piattole, pustole, gatti incazzusi nelle mutande e altre cose simpatiche!

Ovviamente, per vostra fortuna, io sto scrivendo questo post in una pausa di lavoro. Questo significa che, essendo io ubicato in un ufficio di una azienda informatica, il primo libro che ho a portata di mano è: Oracle. Server Application Developer’s Guide, naturalmente in inglese.

Questo vuol dire che vi delizierò con una sequenza di frasi filosofiche che nulla hanno da invidiare a Platone, Socrate o altri amici del muretto:

“For additional information on how to invoke the SQL trace facility and other performance diagnostic tools and analyze their output, see Appendix B ‘Performance Diagnostic Tools’ of this guide.
Keep in mind that you can explore alternative syntaxes for SQL statements without actually modifying your application. Simply use the EXPLAIN PLAN command with the alternative statement that you are considering and compare its execution plan and cost with that of the existing statement.”

I miei tre nominati sono:

Anna Sette (come il numero);

L’oste Walter;

Kendalen;

Che il codice sia con voi! …ahahahah :D