Friends For Free


Banana Republic.
novembre 28, 2007, 3:08 pm
Filed under: Politica, Società

Dalle testate on-line le notizie che sgorgano dalle tastiere dei giornalisti sono le più varie. Alcune interessanti, alcune comiche, alcune improbabili.
Un articolo letto su ben tre testate giornalistiche stamattina mi ha fatto riflettere e mi ha fatto capire che, oltre al nostro bellissimo (architettonicamente, storicamente e non solo) paese, ci sono altre nazioni che, gira e rigira, hanno più o meno gli stessi problemi a livello politico.
Ho deciso di rivolgere la mia attenzione nello scrivere questo post verso uno di questi paesi e, chi vuole, può provare a cercare delle analogie con l’Italia. Il fatto sotto descritto è avvenuto in un luogo dove gli scandali sono all’ordine del giorno, un paese che porta all’ilarità e all’incredulità dei vicini confinanti.

Qui si parlerà della North Africa Banana Republic (Repubblica Nordafricana delle Banane) che, nonostante il nome, è un vero stato. Probabilmente alcuni di voi la conoscono con l’altro suo nome, il più diffuso, ma ciò non toglie che essa esiste, è uno stato che ha la particolarità di essere staccato dal territorio africano ma ne fa parte a pieno titolo. Come i più informati sapranno, tale paese è famoso per le sue caratteristiche ambiguopolitiche che ne fanno una nazione oggetto di studi da coloro che si occupano di politichesimo e fantademocrazia nominale.

Il fatto del giorno ha come oggetto un loro magistrato, tale Clementines Hamed Forleo, che nel Settembre dell’anno scorso chiese alla camera del parlamento del suo paese il permesso (e meno male che in tale paese la giustizia è uno dei tre poteri indipendenti dello stato) di poter utilizzare dei compromettenti colpi di tam-tam avvenuti tra alcuni parlamentari. Questa primitiva comunicazione era prova nell’ambito dell’inchiesta su alcune scalate bancarie effettuate tramite una società assicurativa chiamata UNIPOLLI. Ma non entriamo ora nei particolari, così lontani dal nostro mondo!

Il giudice, anzi, la giudice in quanto di donna trattasi, è stata sottoposta ad azione disciplinare con l’accusa di aver, in quella richiesta, utilizzato giudizi abnormi e diffamatori su politici compresi quelli che, strano ma vero, non erano indagati.
Ora bisogna sapere che per essere eletti e accedere alla carica politica in tale paese, uno dei requisiti principali è avere, o perlomeno aver avuto in passato, almeno un processo o una condanna per mafia, truffa, associazione a delinquere, corruzione, tangenti, diffamazione verso i cittadini, uso illecito di mezzi pubblici per scopi personali, attaccare una scuola media con dentro manifestanti, sparare ad altezza uomo sull’autostrada, evasione fiscale, controllo dei media pubblici, aver fatto rientrare i reali confinati all’esilio o, comunque, qualche valida credenziale che faccia curriculum.

Le parole più o meno precise uscite dalla bocca dalla magistrata (so che non esiste il femminile da noi, ma nel loro paese si) nei confronti degli onesti politici sono state: Unga banga inga hunga, magabanga ngumba bunga bunga che, tradotte in Italiano suonano più o meno cosi: sono consapevoli complici di un disegno criminoso.

Questo ha fatto si che questi parlamentari, tra cui alcuni famosissimi da loro come l’attuale ministro degli esteri Maximus Hamir D’Alemis, un senatore chiamato Nicolah El LaTorris, un certo Faxxinus che ha come caratteristica quella di volar via ogni volta che soffia il vento, pertanto obbligato a girare con una cravatta di piombo dai colori sconcertanti e alcuni zerbinati (chiamati in questo modo in quanto hanno funzione di zerbino) del vice-re-e-quasi-papa Silvium Berluxconicus. Ad ogni modo, pare che questi parlamentari abbiano detto: Unga unga manga? Munga Hunga mingo ringo manga, cioè qualcosa di simile a ma chi, noi? queste sono asserzioni assolutamente stupefacenti e illegittime e la loro immediata reazione sia stata quella di chiedere a gran voce al procuratore generale di cassazione, Marius Jhiad Delli Prixcolis, che questa magistrata, che ha ne più ne meno fatto il suo dovere e che ha preso una posizione decisa, venisse messa sotto azione disciplinare in maniera da fermarla prima che interrompesse i fatti illeciti di tali persone.
E questo è ciò che oggi ufficialmente è avvenuto.

Questo è il riassunto del tutto e non è mia intenzione entrare nei particolari in quanto questo paese, così lontano anni luce da noi e dalla nostra cultura, poco ci tocca. Come vedete non solo nel bel paese succedono cose strane e ambigue. A voi trarne le conclusioni.



Post Incazzato!
novembre 15, 2007, 11:30 am
Filed under: Politica, Società, Varie ed eventuali

Sono stato tacciato di razzismo e di estremismo per i miei due ultimi post.

Mi è stato detto che ce l’ho con i musulmani vestiti da topo che incitano alla violenza e che ho consigliato di prendere un hotel lontano da una moschea, come se le moschee facessero schifo.

Ovviamente sono stato definito estremista perché non sono dichiaratamente di sinistra e chi si è permesso di muovermi queste critiche probabilmente lo è e se ne vanta. Purtroppo se non sei rosso sei automaticamente nero, non esiste alternativa per chi porta i paraocchi!

E’ vero, non giro con una maglietta con su stampata quella faccia di merda del Che, non lo sopporto e poco sopporto che quell’assassino trucidatore di masse sia mitizzato e portato a simbolo di pacifismo. Ridicolo, l’uomo che ha deciso e approvato le fucilazioni di massa per chi non la pensava come lui, la persona che nel suo testamento ha scritto “Su tutte le cose dobbiamo mantenere vivo il nostro odio ed incoraggiarlo fino al parossismo.” e ancora “l’odio come fattore di lotta, l’odio intransigente verso il nemico che porta l’essere umano oltre i suoi limiti e lo trasforma in un freddo e selettivo macchinario per uccidere.” …neanche Hitler (altro personaggio che poco mi aggrada e che vorrei ricordare, fu a capo del partito nazional-socialista, quindi corrente di sinistra) si era sognato di lasciare ai posteri tali parole!

Non critico chi in Ernesto Guevara ci vede un mito, non mi interessa, è libero di farlo e questo suo diritto lo rispetto. Anch’io credo in Paperino e voglio che questo venga rispettato.
Questo non è un post contro Che Guevara, l’ho solo preso ad esempio, cose da dire ne avrei anche su Mao Tze Tung, Lenin, Mussolini (che è stato membro del PSI, per chi non se lo ricorda), quella grandissima faccia da schiaffi di Hitler e tutta l’allegra compagnia.

Chi mi taccia di essere troppo duro quando parlo di stato, polizia, politici e quant’altro, sono in genere le stesse persone che vanno in giro a dichiararsi liberali e umanisti ma che non si abbasserebbero mai a invitare in casa loro i miei amici africani o cinesi immigrati a Torino e che fanno fatica ad inserirsi nella società, sono così liberali che ammazzerebbero tutti gli zingari e darebbero fuoco ai campi nomadi ma, definendosi popolari, questo non li fa sentire in colpa, anzi, le loro colpe le scaricano su chi, come me, ogni volta dice quello che pensa senza vergognarsene, su chi come me cerca di capire le cose prima di giudicarle cercando di non cadere in preconcetti su appartenenza politica o sociale.

Io sono per la libertà di pensiero, compresa la mia. Indipendentemente dall’ambiente sociale che frequentiamo, dalle idee inculcate nell’infanzia e dal volersi o meno sentire accettati a tutti i costi.

Mi sono sentito dire di essere troppo critico con la polizia italiana mentre andrebbe difesa, che non sono tutti stupidi fino al punto di sparare ad altezza uomo lungo l’autostrada. Ma grandissime teste d’uovo, lo so benissimo da me che non tutti i poliziotti sono dei dementi deficienti, non ho bisogno che il buonista di turno me lo dica. Il problema sul quale io mi focalizzo è il sistema. Il problema è che per un Gino Pallino che esce con la sua divisa la mattina, certo di quale sia il suo posto e che rischia la vita per difendere me e la mia famiglia e che deve tirare la cinghia per arrivare a fine mese perché non accetta di essere un corrotto, io mi levo tanto di cappello. Il fatto è che in Italia, per uno così ci sono altri 500 Pinchi Palli che, orgogliosi della loro pancia, indossano la divisa per ottenere il caffé gratis al bar, per attirare le donne inguine attratte dal fascino della divisa e per poter sfogare tutta l’arroganza di cui sono pieni sui normali cittadini che con il loro lavoro pagano il loro inutile stipendio.
Potete pensarla come volete, ma nel nostro paese è così, ve lo dice uno che nei corpi di polizia ci è stato e ha vissuto la cosa di persona.

Mi viene detto che parlo male dei ministri e dei politici …su questo non commento, fate voi. Io argomenti buoni non ne ho ancora trovati ma non mancherò di elogiare il ministro o il politico (indipendentemente dalla sua bandiera) quando mi dimostrerà di meritarselo. Non avrò problemi a farlo e chi mi conosce veramente lo sa.

M’incazzo con queste cose perché, se solo tutti lo volessimo, il sistema potrebbe funzionare meglio ma pare che la gente preferisca sempre andare al bar a lamentarsi del governo, della polizia, delle tasse, della moglie e di tutto quello che non funziona. Non sopporto chi si permette di venire a pontificare sul potere del voto quando non sa neanche quale sia, in realtà, il potere del voto. Bisogna andare a votare, al massimo pasticci la scheda …quando sento questo mi arriva il sangue agli occhi. E’ inutile se non nocivo dimostrare alla comunità di essere il bravo cittadino che si fa timbrare il registro di presenza elettorale per poi disegnare i cazzetti sulla scheda. Facendo così si fa il gioco sporco sia della tanto odiata destra che della tanto criticata sinistra. Il potere del voto, quando si vogliono cambiare le cose, sta proprio non andare a votare. Se la maggior parte dei cittadini non si presenta alle urne, quello si che è un vero e serio messaggio. Tradotto in Italiano significa “ci avete rotto le palle, non ci fidiamo più di voi”. Pasticciare la scheda e da vigliacchi! Se ci si presenta alle urne è per dare una preferenza, punto e basta!

Detto questo, spero sia chiaro che io non critico per piacere di fare, perché mi fa sentire maschio o saccente, ma perché mi piacerebbe vedere un paese con grandi potenzialità funzionare meglio. Se non me ne fregasse nulla, non perderei neanche tempo a scrivere certi post, scriverei barzellette e cercherei di passare per il simpaticone di turno. Non m’interessa il colore politico, il colore della pelle, l’essere o meno omossessuali e non mi interessa neanche il giudizio che una persona può o meno avere nei miei confronti o nei confronti della società, dei cani, dei gatti o delle zebre.
Se ho qualcosa da dire la dico, se una cosa non la conosco cerco di informarmi in merito. Stop!

So che questo post porterà un mare di critiche e di commenti anche poco piacevoli ma, detto tra me e voi, poco mi interessa. Che ognuno dica quello che vuole. L’opinione personale è un diritto che difenderò fino alla fine, chiunque sia che la esprime e che mi trovi daccordo o meno.



Se i bambini sono il nostro futuro…
ottobre 31, 2007, 9:29 am
Filed under: Politica, Società

Se è vero che i bambini sono il nostro futuro, allora mi sa che che c’è qualcosa che non quadra nella pazzia generale.

La trasmissione che vedete nel video qui sotto va regolarmente in onda sulla televisione palestinese in pieno pomeriggio ed è totalmente dedicata ai bambini.
Tutto bello ed attraente, la scenografia, il simpatico pupazzo travestito da Mikey Mouse e anche l’idea di far presentare la trasmissione ad una bambina non è affatto male, risultato di un ottimo studio di marketing.

Tutto sembra perfetto per piazzare il vostro bambino davanti al piccolo schemo ma… ebbene si, c’è un ma!

Qual’è questo ma?

Provate ad ascoltare cosa dice il pupazzo e la giovane conduttrice! Come? …non sapete l’arabo? :( …va beh, ci sono i sottotitoli in inglese.

Se qualcuno con un minimo di coscienza e di cervello dopo aver visto il video e aver letto, comprendendo pienamente, la traduzione vuole ancora lasciare suo figlio davanti alla TV a godersi questa trasmissione, allora è meglio che chieda l’aiuto di un bravo, ma veramente bravo psichiatra!

Ovviamente questo non vuole essere un post a sfondo islamofobico, lungi da me dall’essere come gli ideatori della trasmissione vista sopra.

Scrivo questo post solo perché voglio diffondere la notizia che da qualche parte su questo pianeta c’è qualcuno che sta remando contro l’edificazione di un mondo civile e collaborativo.
Qualcuno che prima di tutto mostra pubblicamente l’odio per il suo paese e per la sua gente.

Visto che sto per partire per la Turchia, voglio aderire in pieno al motto coniato dal fondatore della Repubblica Turca (paese al 99,9% islamico) che dice: Peace at home, peace in the world.

Spero che gli autori della simpatica trasmissione palestinese per bambini imparino cos’è il vero Islam dai discendenti ottomani.



Quando pensi di averle sentite tutte…
settembre 21, 2007, 9:09 am
Filed under: Politica, Società

Come dicevo nel mio ultimo commento al mio precedente post, sono effettivamente un po’ incasinato in questo periodo e non ho trovato il tempo di rispondere ad ognuno dei miei commentatori, mi dispiace di questo.

Nonostante i casini e gli impegni, oggi ho deciso di uscire mezz’ora dopo da lavoro e di prendermi il tempo di scrivere questo post solo per proporvi un indovinello:

Chi è il fortunato possessore del faccione dall’espressione intelligente che potete notare in questa foto di posa da studioClaudio Burlando fotografico?

E’ un luminare della scienza? …ma no!

E’ forse un grande artista? …ma assolutamente no!

Fose trattasi di un grande architetto di fama internazionale? …ma quando mai!

E’ un prelato o alta carica della chiesa? …ma non lo vorrebbero neanche crocefisso!

Forse forse, un premio nobel per la pace? …sbagliato ancora!

Chi dice che è un maestro di senso civico e civiltà? …questo proprio no!

Ma allora chi è il titolare della faccia discutibilmente simpatica qui a lato?

Ma è lui, Claudio Burlando, presidente della giunta regionale della Liguria nonché Cavaliere di Gran Croce, membro della commissione bilancio della camera dei deputati, ex ministro dei trasporti e, udite udite, stipendio d’oro e usufruitore di privilegi e altre simpatiche cose a carico dei cittadini contribuenti, cose che questi ultimi amano parecchio!

Perché oggi me la prendo con lui?

Perché tra tutte le cose che questo grand’uomo è ed è stato, come prima elencavo, c’è anche la carica di ministro dei trasporti che, per chi non lo sapesse, è la carica di titolare del ministero dei trasporti della Repubblica Italiana …ditelo che non lo sapevate? :D

Ora, il simpaticone, in data 16 Settembre anno corrente, ovvero cinque giorni fa, viaggiando tranquillamente sulla tangenziale di Genova si rende conto di aver sbagliato strada o uscita e che fa? Ma ovvio, come si fa in questi casi, una inversione a U e prosegue percorrendo un chilomentro in contromano proprio all’ingresso di un casello autostradale rischiando di generare un incidente di dimensioni non proprio piccole dove potevano essere coinvolte famiglie, bambini, o semplice padri di famiglia che si stavano recando a lavoro per poter pagare le tasse e mantenere dementi di questo calibro.

Fino qui tutto bene, un comportamente da deficiente ma nulla di particolarmente anormale anche se, forse, non proprio adatto ad un ex ministro dei trasporti.

Fortunatamente con i nostri contributi, quelli che avanzano dalle tasche dei politici, vengono mantenuti degli utili corpi di Polizia atti a sorvegliare sulla nostra incolumità di cittadini e, infatti, una di queste pattuglie ha beccato il pirla in contromano e lo ha fermato. Ovviamente gli uomini della stradale come prima cosa avrebbero voluto ficcargli le manette ai polsi, sequestrargli la macchina e sospendergli la patente, cosa più che normale e legittima!

Solo che il grandioso onorevole Burlando, più che un nome un gerundio, essendo lui un politicante e sentendosi immortale ed invincibile, ha subito zittito gli agenti mostrando loro, invece della patente, il suo tesserino da parlamentare. Risultato: Il pericolo pubblico Claudio Burlando, burlando tutti i presenti, se ne è andato via tranquillo con la sua auto, con tutti i punti sulla patente e, cosa ancora più interessante, senza neanche una multa!

Viva l’Italia!!! :)

Come diceva qualcuno: La legge è uguale per tutti, ma per qualcuno è più uguale!

Ora se questo personaggio, ex ministro dei trasporti, fosse una persona onesta per prima cosa non avrebbe tirato fuori il tesserino da parlamentare e avrebbe fatto si che gli agenti portassero a termine il loro lavoro e, nel caso si fosse trattato di questioni di vita o di morte, che so, tipo un pericolo di scissione del territorio della Repubblica per mano della lega o il rischio immediato di un’occupazione francese del Piemonte o cose del genere, allora ok, vai pure ma, a pericolo finito, avrebbe dovuto consegnarsi alla stradale, consegnare macchina, patente e prendersi la multa o l’arresto se previsto …invece no, se ne è andato via candido come un bambino e i poliziotti hanno dovuto anche gestire una mezza sommossa di tutti gli automobilisti incazzati e presi per il culo!

Questo è un pezzo del verbale della polizia come riportato da Wikipedia: “Alla guida della Mitsubishi si trovava tale Burlando Claudio, nato a Genova il 27.04.1954, identificato mediante tessera della Camera dei Deputati numero 938…”. Precisano poi gli agenti: “Quest’ultimo ammetteva quanto sostenuto dagli utenti senza dare un giustificato motivo alla manovra effettuata”.

Italiani vi sentite ancora una volta presi per il sedere? Avete perfettamente ragione, lo siete! :(



Some things never change.
settembre 14, 2007, 2:56 pm
Filed under: Cultura, Iniziative, Politica, Società

Qualcuno di cui non ricordo il nome, qualche anno fa cantava una lirica dal titolo Some things never change (Alcune cose non cambiano mai).
Ora capisco che la canzone in oggetto era dedicata all’Italia.

Oggi dalla testata online Repubblica leggo la lettera scritta da una madre al ministro della pubblica istruzione Giuseppe Fioroni che s’intitola: Il mio Luca, bello e difficile che ha perso l’aiuto della scuola.

Ora non rimango basito perché il figlio di questa donna si chiama come me, rimango basito per quello che la madre di questo bambino scrive confermando ancora una volta che siamo cittadini di un paese che è una vergogna (il prossimo che in un commento si permette di scrivere che la Germania fa schifo e l’Italia è una meraviglia, lo vado a prendere a casa e, democraticamente, gli faccio assaggiare il crick della mia 127 Abarth).

Il ragazzino ha problemi di comprensione, quello che popolarmente viene chiamato ritardo mentale e che, secondo la legge italiana, da diritto allo stesso di usufruire di un insegnate di sostegno appositamente preparato per seguire questi difficili casi.

Il ruolo di insegnante di sostegno non solo è socialmente utile ma, per guardarla anche dal lato puramente materiale, è un modo per dare lavoro a delle persone qualificate per eseguire un compito particolarmente difficile. Dalla lettera della signora Ivana Leone di Milano, madre di Luca, leggo che il ragazzo non solo aveva tratto dei notevoli vantaggi dall’insegnate di sostegno ma, cosa ancora più importante, sembrava essersi perfettamente integrato nel tessuto sociale della classe.

Ovviamente quando una cosa funziona, nel nostro paese non può che essere smantellata ed eliminata poco a poco.

I fondi per gli insegnati di sostegno sono stati tagliati come fossero un inutile spesa pubblica e le ore a disposizione dimezzate con enorme svantaggio per tutte le parti in gioco, sia quello del bambino, sia quello dell’insegnate che per sbarcare il lunario magari alla sera deve andare a servire patatine fritte da McDonalds, sia quello della madre che non può più contare su un suo diritto di base: l’istruzione di suo figlio, cosa garantita anche dalla costituzione.

Ora mi sorge un dubbio: la spesa pubblica è troppo alta? Lo stato non può garantire i servizi di base (e questo vale anche per la sanità che in Italia sta diventando sempre più privilegio di pochi)? Non ci sono soldi per mantenere le infrastrutture di cui il cittadino ha diritto di usufruire?
Bene, ci credo, non ho dubbi in merito …ma allora com’è che i soldi per mantenere i privilegio di una classe politica mafiosa e corrotta non mancano mai? Com’è che i soldi per stipendiare la casta dei notai non mancano mai (vorrei ricordare che i notai percepiscono uno stipendio fisso dallo stato di circa settantacinque mila euro l’anno e che il loro dovrebbe essere un servizio pubblico, ovvero non bisognerebbe regalare loro altri soldi per una firma del caxxo)? Com’è che per le auto blu, costosissime e a carico di cittadini che però non ne possono usufruire, i soldi non mancano mai? Com’è che mantenere il Quirinale dove ci abita un vecchietto e sua moglie costa a noi cittadini più che mantenere tutti gli ospedali del nord del paese e, se qualcuno rimane senza casa perché non può permettersela, non può neanche usufruire di una stanza nella pubblica casa del presidente della repubblica?

C’è qualcuno che come me crede che la cosa migliore per risolvere i problemi della spesa pubblica, a favore dei cittadini, sia quella di tagliare le inutili spese che vanno a vantaggio di pochi, corrotti, politicanti?
Sono sicuro che in questo modo si recupererebbero tutti i soldi che servono per permettere a Luca, e ad altri ragazzi con gli stessi problemi, di poter continuare ad usufruire di un insegnate di sostegno.

Termino riportando la frase finale della lettera:

Ma io che non sono né ricca né potente e che con dignità voglio permettere a mio figlio di studiare senza incatenarmi al cancello della scuola, che cosa posso fare per offrirgli un futuro se non posso neppure garantirgli l’istruzione elementare?



Trash o arte?
agosto 30, 2007, 9:45 am
Filed under: Cultura, Società

Purtroppo in questo periodo, nonostante abbia un po’ di tempo libero tra un lavoro e l’altro, non sono molto ispirato nella scrittura di nuovi post!

Presto pubblicherò un post per Slaymer (tra l’altro, Slay, aspetto una traccia di cosa vuoi scrivere) ma per il momento la mia mente è vuota, rilassata, tranquilla ma priva di idee. L’unica cosa che voglio è far passare ancora queste cinque settimane per andarmene in ferie, staccare dalla quotidianità, anche la Germania sta diventando troppo normale ed è arrivato il momento di muoversi verso nuove destinazioni.

In ogni caso faccio questo post di fine mese.

Come avrete notato, nell’ultimo periodo mi sono fatto prendere dalla nostalgia degli anni passati, da quando avevo quattordici o quindici anni e non dovevo preoccuparmi di guadagnarmi da vivere, di pagare il mutuo, di chiedere ogni mese lo stipendio (pare che il dimenticarsi di pagarlo sia diventata pratica consueta per molte aziende italiane. Sintomo che forse il paese è al deficit?) e cose ordinarie come queste.

In questi giorni ho abbandonato le canzoni degli anni ’70/’80 e sono passato alle trasmissioni televisive e, in particolare, alle mitiche pubblicità di quel periodo a volte così naif!

Vi propongo due video che per chi ha la mia età (e non chiedetemi quanti anni ho) sono un fiume in piena di ricordi e di sensazioni …chi non ricorda La gomma del ponte, la bambina della Barilla che trova il gatto e arriva a casa con due ore di ritardo e per premio i genitori, invece di chiuderla nel porcile fino all’età di trentacinque anni, gli prepara un paio di chili di spaghetti numero cinque o ancora un Bepe Grillo che pubblicizza lo yogurt che non si attacca al dentista, per non parlare del Düss che si toglie i Levis in lavanderia rimanendo in boxer …come? Non era il Düss? …ok, ci ho provato! :)

Io devo dire che qualche lacrima l’ho versata! :D

…e ora guardate un po’ cosa offriva la televisione:

Sono propiro curioso di sapere quanti nostalgici ci sono nella blogsfera! :)



Quando lo stato è mafia!
luglio 10, 2007, 4:41 pm
Filed under: Politica, Società

Vengo a scoprire oggi che la Guardia di Finanza, apparato che rappresenta stato e governo, ha posto sotto sequestro preventivo, cancellando anche alcuni post che nuocevano alla ‘pubblica salute’ di qualcuno, il blog di Piero Ricca, noto attivista che ha la voglia e la forza di battersi per denunciare le incongruenze morali che lo stato, ogni giorno, propone ai nostri occhi!

Ora, chi mi conosce non ha proprio la tendenza a definirmi di sinistra, piuttosto qualcuno gode nel definirmi fascista, convinto di recarmi offesa senza capire che questa affermazione poco mi tange, ma una cosa è sicura, non tollero e non voglio tollerare che ad una persona venga vietato il diritto, sacrosanto, di esprimere la propria opinione in merito a ciò che ritiene importante!

Il blog di Piero Ricca è stato sequestrato dopo una denuncia per diffamazione fattagli da tale Emilio Fede, discutibile giornalista di una famosa televisione privata italiana. Questo è quello che si può leggere in un commento all’ultimo post rilasciato dallo stesso Piero:

SITO BLOCCATO DALLA FINANZA

Sono Piero Ricca.

CARI AMICI, NON POSSO AGGIORNARE IL BLOG. Mi è stato chiuso con atto della procura di Roma, un “sequestro preventivo” notificatomi alle 14,00 di oggi da due agenti della guardia di finanza del “nucleo speciale contro le frodi telematiche”, venuti da Roma. Il sequestro proviene da una querela per diffamazione presentta da Emilio Fede nei miei confronti per la famosa contestazione al circolo della stampa. Con il medesimo provedimento hanno cancellato un mio post relativo alla vicenda Fede e i commenti in calce. Non hanno potuto, per motivi tecnici, togliere il video da youtube.
Naturalmente farò immediata richiesta di disequestro. Intanto posso solo scrivere queste righe in questa sede. Fra poco manderò un comunicato ai siti amici, e vi chiedo fin d’ora di farlo girare.
Con Fede ce la vedremo in tribunale, magari davanti a uno dei magistrati diffamati e spiati negli anni del governo del suo datore di lavoro.
E continueremo a criticare lui e i suoi simili sulla pubblica piazza, in nuove manifestazioni di dissenso.
Nessuno riuscirà a sequestrare la libertà di espressione, mia e degli amici di Qui Milano Libera e del blog: questo è certo.
Grazie a tutti. A presto, Piero

Ora, trovo ridicolo che un paese che ama definirsi civile possa commettere un atto del genere. Bloccare un mezzo per la veicolazione di idee corrisponde a reprimere e bloccare la libertà d’espressione, diritto inviolabile e garantito, oltre che dalla carta dei diritti dell’uomo, anche dalla stessa carta costituzionale che definisce l’Italia una repubblica basata sul lavoro!
Ovviamente mi riferisco all’articolo 21 della nostra costituzione per il quale la cassazione ha recentemente stabilito una serie di requisiti che tendono leggermente a limitare questo ‘diritto di libertà di espressione delle opinioni e libertà di stampa’ (ricordo che un blog è stampa a tutti gli effetti)

Ora la domanda mi sorge spontanea: Ma se Piero denunciasse il sopracitato Emilio Fede, per pubbliche e documentate offese, la guardia di finanza metterebbe sotto sequestro preventivo il TG4? …mah, io credo che in questo caso si applichrebbe il principio che dice: “La legge è uguale per tutti, ma per qualcuno è più uguale”!

Vi lascio un filmato registrato dallo stesso Piero Ricca in quel di Milano durante una manifestazione in cui denunciava, atti alla mano, un altro discutibile personaggio per truffa allo stato. Uno di quelli che per anni hanno preso lo stipendione del politico.
Riuscite ad indovinare chi è?

“Un pregiudicato delle istituzioni chiama la polizia e la polizia viene qui in massa, mi conoscono benissimo, chiedono i documenti, mi vogliono portare via perché noi siamo incensurati, Sgarbi è pregiudicato quindi il pregiudicato è sempre più forte dell’uomo onesto in Italia

Un po’ invidio chi ha ancora fiducia che in Italia le cose possano cambiare in meglio!

Con questo concludo e rimango in attesa che la Guardia di Finanza sequestri anche Friends For Free per aver espresso solidarietà nei confronti di Piero!

Aggiornamento 13/07/2007:
Piero ha aperto un nuovo blog in attesa che il suo venga tolto dal sequestro preventivo.
Qui di seguito il video che ha fatto scatenare le ire del signor Emilio Fede, colui che ha fatto di tutto per far si che questa video-testimonianza venisse tolto dalla circolazione.
Per fortuna YouTube ha i server all’estero e la Finanza italiana, fuori dal bel paese di cioccolatai, ha un potere pari a zero!

Il nuovo blog di Piero lo trovate all’indirizzo Qui Milano Libera!